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Elezioni europee 2014: la propaganda elettorale e il rispetto della par condicio
torna indietro  versione stampabile
24/04/2014

Con la Deliberazione n. 138/14/CONS (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 03/04/2014), l’Authority per le Comunicazioni ha diramato le disposizioni attuative delle norme sulla c.d. “par condicio” per le elezioni dei componenti il Parlamento Europeo, contenute nelle Leggi 10 dicembre 1993, n. 515 e 22 febbraio 2000, n. 28.

 

Anche se non disciplinato specificatamente in questa delibera dell’AGCOM, le stesse regole si applicano alle consultazioni amministrative che, in varie parti d’Italia, sono programmate negli stessi giorni delle elezioni politiche.

 

Al comma 2 dell’articolo 1 della Delibera in questione, infatti, l’Autorità espressamente prevede che “in caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, della campagna elettorale di cui alla presente delibera con altre consultazioni elettorali regionali, amministrative o referendarie, saranno applicate le disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, relative a ciascun tipo di consultazione”.

 

L’AGCOM, con distinte Delibere (n. 139/14/CONS; n. 140/14/CONS, su G.U. n. 79 del 04/04/2014), ha inoltre emanato il Regolamento per le concomitanti elezioni amministrative ed  elezioni regionali di Abruzzo e Piemonte.

 

Prima di pubblicare lo stralcio del provvedimento dell’Autorità riguardante più espressamente gli editori di periodici, riassumiamo in breve le regole generali a cui gli editori devono attenersi nel rispetto della “par condicio".

 

PREMESSA

Diversamente da quanto accade per il settore tv, al settore della stampa si applica solo un set minimale di regole per la comunicazione politica. La norma richiede infatti a giornali e riviste di assicurare condizioni minime comuni a tutti i soggetti politici per l’accesso ai messaggi politici ed elettorali, qualora decidano di ospitare tali messaggi. In altri termini, la comunicazione politica, per la stampa, è una facoltà, e non un obbligo; e laddove tale facoltà fosse esercitata, si tratta unicamente di assicurare a tutti i richiedenti parità di accesso e di condizioni.

 

Tali obblighi minimi fanno carico a tutte le testate quotidiane e periodiche che ospitano comunicazione politica, anche se diffuse on line, purché registrate presso il competente tribunale (ovvero presso il registro tenuto dall’Agcom in applicazione dell’art. 16 della legge 62/2001) .

 

E’ importante ricordare che nel settore stampa, diversamente a quanto accade per le radio-tv, non sussiste alcun vincolo all’informazione. Dunque la linea editoriale del giornale è totalmente svincolata da oneri di equilibrio e di pari rappresentazione, e così anche i commenti. Tale deroga si spiega in ragione della diversa invasività del mezzo rispetto alla tv, e soprattutto in ragione del maggior grado di pluralismo del settore (esistenza di moltissime testate, espressione delle più diverse ispirazioni politico-culturali).

 

L’INIZIO DEL PERIODO DI VIGENZA DELLA PAR CONDICIO

Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l’accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. La comunicazione deve essere effettuata secondo le modalità e con i contenuti stabiliti dall’Autorità” (Articolo 7, comma 1, L. 28/2000).

 

Ricordiamo che il Presidente della Repubblica, con Decreto del  17 marzo 2014, su GU n. 64 del 18/03/2014, ha convocato  i “comizi per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia”  per il giorno di domenica 25 maggio 2014.  

 

IL CONTENUTO DEI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI

“Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale:

 

a) annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi;

b) pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati;

c) pubblicazioni di confronto tra più candidati” (Articolo 7, comma 2, L. 28/2000).

 

La propaganda elettorale (ed, infatti, non a caso, si usa il termine “propaganda” e non “pubblicità”) deve quindi avere un contenuto redazionale e non limitarsi al nome e foto del candidato, al simbolo del partito.

 

IL “COMUNICATO PREVENTIVO”

Il “Comunicato preventivo” deve essere pubblicato sul numero precedente a quello ove si ospiteranno messaggi di propaganda elettorale. Deve avere un adeguato rilievo (sia per collocazione sia per modalità grafiche) e deve precisare le condizioni generali all’accesso (quali spazi si offrono, le modalità di prenotazione, ...) e il recapito, con numero telefonico, della redazione presso cui è depositato il “Documento analitico”.

 

Nel caso di impossibilità (anche per cause di tempistiche di uscita del periodico) a pubblicare il “Comunicato preventivo” sul numero precedente del proprio giornale, tale Comunicato potrà essere pubblicato, nel termine e nei modi prescritti, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione.

 

IL “DOCUMENTO ANALITICO”

Il “Documento analitico”, consultabile a richiesta,  deve contenere:

 

1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi pubblicitari (e il termine ultimo per le prenotazioni per ogni singolo numero);

2) le tariffe (autonomamente determinate) e le eventuali condizioni di gratuità;

3) ogni altra ulteriore circostanza (ad es. in che formato debba essere presentato il materiale...), ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale.

 

Ogni elemento di maggior favore praticato ad un soggetto politico deve essere riconosciuto anche agli altri.

 

Tutti i messaggi politici elettorali devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elettorale”.

 

Il lettore deve percepire subito che è un messaggio di propaganda elettorale.

 

VIGILANZA E SANZIONI

I Comitati regionali per le comunicazioni (CORECOM) o, se questi non sono stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi (CORERAT) assolvono le funzioni di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo gli atti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i provvedimenti di propria competenza.

 

Le violazioni alle disposizioni della Legge 28/2000 sono perseguite d’ufficio dall’Autorità, ma anche ciascun soggetto politico può denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di DIECI GIORNI dal fatto (Articolo 10, L. 28/2000).

 

La denuncia all’Autorità è procedibile soltanto se sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia anche agli altri destinatari (editore, CORECOM, GdF...).

 

La denuncia deve obbligatoriamente contenere l’indicazione dell’editore e del giornale o periodico cui sono riferibili le violazioni, completa di data ed edizione e una motivata argomentazione.

 

Le sanzioni amministrative pecuniarie variano da 2.582,28 a 30.987,42 euro, a seconda della gravità e della vicinanza della violazione al giorno delle elezioni.

 

I SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI

Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto è VIETATO rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati prima dei quindici giorni in cui vige il divieto (Articolo 8, L. 28/2000).

 

Nel periodo antecedente a quei “fatidici” quindici giorni, la pubblicazione (integrale o parziale) dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente accompagnata da una “NOTA INFORMATIVA” (da pubblicare anche su Internet), con le seguenti indicazioni, di cui è responsabile chi realizza il sondaggio:

 

- il soggetto che ha realizzato il sondaggio;

- il committente e l’acquirente del sondaggio;

- i criteri seguiti per la formazione del campione e se si tratti di “sondaggio rappresentativo” o “non rappresentativo”;

- il metodo della raccolta e elaborazione dei dati;

- il numero degli interpellati e la percezione delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda:

- il testo integrale delle domande rivolte e la data in cui è stato realizzato il sondaggio.

 

I sondaggi possono essere pubblicati solo se contestualmente siano resi disponibili dal committente, nella loro integralità e corredati dalla “nota informativa”, sul sito: www.sondaggipoliticielettorali.it, tenuto dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

In caso di pubblicazione a mezzo stampa, la “nota informativa” deve essere sempre evidenziata con apposito riquadro nella pagina.

 

LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE

Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni (Articolo 9, L. 28/2000).

 

IVA AL 4 PER CENTO

A seguito dell’entrata in vigore della Legge 8/4/2004, n. 90, l’aliquota IVA da applicare per l’acquisto di messaggi politici ed elettorali su quotidiani e periodici nei 90 giorni precedenti la data delle elezioni è del 4%.

 

NUMERO VERDE

L’ AGCOM ha istituito un Numero Verde – Unità Par Condicio: 800.28.22.02

Fax per le segnalazioni: 081.1750.7550

Lunedì - venerdì ore 9:00/18:00 - Sabato ore 9:00/13:00

 

* * * * * * * * * * *

 

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

 

DELIBERA N. 138/14/CONS

 

DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI COMUNICAZIONE POLITICA E DI PARITÀ DI ACCESSO AI MEZZI DI INFORMAZIONE RELATIVE ALLA CAMPAGNA PER L’ELEZIONE DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO SPETTANTI ALL’ITALIA FISSATA PER IL GIORNO 25 MAGGIO 2014

 

(GU n. 78 del 03/04/2014)