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  • l'aggiornamento professionale tramite l’invio settimanale della “NEWSLETTER - NOTIZIARIO USPI”
  • la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali
  • il filo diretto telefonico, per email o fax, per consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet
  • partecipazione a "Giornate Formative" gratuite di qualificazione professionale
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L’uspi incontra il sottosegretario legnini
torna indietro  versione stampabile
24/05/2013
Il 23 maggio scorso, una delegazione dell’USPI, guidata dal Segretario Generale Francesco Saverio Vetere, ha incontrato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Giovanni Legnini, alla presenza del Capo della Segreteria, Roberto Di Giovan Paolo, e del Capo Dipartimento, Ferruccio Sepe.
L’incontro è stato molto costruttivo e l’USPI ha ricavato un’ottima impressione circa la competenza e l’impegno del vertici governativi, decisi a prendere provvedimenti urgenti per le problematiche più calde nel settore dell’editoria.
Tutti i presenti hanno concordato che solo con una stretta e costante collaborazione tra Governo e parti sociali sia possibile intraprendere un cammino di riforma e sostegno al comparto editoriale.
Molti i temi trattati, dall’equo compenso per il lavoro giornalistico, alle tariffe postali, ai contributi diretti alla stampa, oggetti di un documento che l’USPI ha presentato al Sottosegretario Legnini.
Durante l’incontro, si è affrontato anche il tema del diritto d’autore sulle rassegne stampa. L’USPI ha ribadito la preferenza che a riscuotere e gestire i proventi sia la SIAE, organismo di diritto pubblico, piuttosto che una società privata, per motivi di chiarezza e indipendenza dell’ente pubblico e di certezza dei rapporti economici.
Pubblichiamo, di seguito, il Documento presentato dall’USPI:
 
PRINCIPALI INTERVENTI URGENTI NEL SETTORE DELL’EDITORIA:
A) Proroga (almeno triennale) degli attuali decreti ministeriali sulle “tariffe postali massime” per la spedizione di prodotti editoriali, in scadenza al 31 dicembre 2013; possibilmente con la previsione di un contributo statale, anche ridotto, per la spedizione di periodici di editori con fatturato annuo inferiore a 3 milioni di euro e no-profit.
 
ILLUSTRAZIONE:
L'Art. 21 comma 2 del Decreto Milleproroghe n.216/2011 convertito con modificazioni in legge n.14 del 24/02/2012, ha prorogato le condizioni tariffarie postali (determinate con decreto interministeriale ‘ Sviluppo Economico ed Economia’ del 21 ottobre 2010) fino al 31/12/2013 ed ha esteso il trattamento tariffario anche alle associazioni ed organizzazioni senza fine di lucro, così come individuate dall'art. 1, comma 3, del DL 353 del 24/12/2003, convertito con modificazioni, dalla legge n.46 del 27/02/2004, nonché dalle associazioni d'arma e combattentistiche che siano iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC).
Il rinnovo della proroga (triennale) dell’attuale normativa darebbe stabilità e certezza al settore, in profonda crisi economica, in particolare all’editoria medio-piccola che, nella quasi totalità, trova, nella spedizione in abbonamento postale, l’unico sistema distributivo dei propri prodotti editoriali.
Occorre sottolineare che tale intervento legislativo è senza oneri in capo alla finanza pubblica.
Il recapito di giornali e periodici rientra nel Servizio Universale di Poste italiane, con determinazione pubblica delle “tariffe massime”, pertanto sarebbe necessario che tale proroga tariffaria venisse approvata in uno dei primi atti normativi, per evitare il vuoto normativo alla data dell’ 1 gennaio 2014.
Sarebbe, inoltre, importante, nei limiti di spesa pubblica, che si potesse prevedere un contributo statale, anche ridotto, per la spedizione di periodici di editori con fatturato annuo inferiore a 3 milioni di euro e no-profit, per sostenere la piccola editoria (migliaia di testate, senza sostegni pubblicitari, che subiscono più fortemente la crisi in atto e chiudono l’attività).
 
B) Mantenimento dei contributi statali diretti per i periodici locali e per quelli editi da cooperative giornalistiche. Importante sarebbe che lo stanziamento pubblico fosse pluriennale e certo nel quantum annuale.
 
ILLUSTRAZIONE:
Indipendentemente dalle decisioni parlamentari di confermare o meno il finanziamento ai giornali di partito e di movimenti politici, è sostanziale, per il sostegno del pluralismo informativo, mantenere i contributi diretti della Legge 250/1990, così come ridefiniti e calcolati dal decreto legge n. 63/2012, conv. in Legge 103/2012, ai periodici locali e alle “vere” cooperative giornalistiche, giornali e periodici, radicati sul territorio o di nicchia, che svolgono funzioni d’informazione e cultura locale che la grande stampa non fa e non può fare.
Ricordiamo che l’articolo 29, comma 3, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 ha previsto che, a partire dall’esercizio 2014, i contributi previsti dalla legge 7 luglio 1990 n. 250 debbano essere sostituiti da nuove misure di intervento. Il disegno di legge (AC 5270) recante delega al Governo in materia di sviluppo del mercato editoriale e di ridefinizione delle forme di sostegno all’editoria si è fermato ad una prima analisi della Commissione Cultura della Camera, senza ulteriori sviluppi.
 
C) Previsione di alcune agevolazioni (ad es., credito d’imposta e credito agevolato, accessibili alla piccola e media editoria) per contenere i principali costi sostenuti (acquisto carta, stampa e distribuzione) e per promuovere il passaggio dal cartaceo al web.
 
ILLUSTRAZIONE:
Forme di sostegno all’editoria già sperimentate ed applicate negli anni scorsi. Il credito agevolato per l’innovazione tecnologica è previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62, artt. 4-5-6-7, e disciplinato dal DPCM 25 novembre 2010, n. 223.
Il credito d’imposta sull’acquisto carta è stato introdotto per gli anni 2005 e 2006 e per l’anno 2011.
La previsione di un riparto proporzionale dei Fondi stanziati è garanzia per la piccola e media editoria.
Ambedue le agevolazioni non state più rifinanziate.
 
D) Abrogazione o sostanziale e profonda riforma della Legge sull’ “equo compenso nel settore giornalistico” (L. 31 dicembre 2012 , n. 233).
 
ILLUSTRAZIONE:
Tale legge è stata varata in contrapposizione a tutte le norme introdotte per la liberalizzazione del mercato del lavoro e non tiene in alcun conto la categoria degli editori (datori di lavoro), limitando al minimo la rappresentanza datoriale nella Commissione attuativa della legge (un solo rappresentante degli editori – tra quotidiani, periodici, telematici, radio e TV) e tre rappresentanti dei giornalisti (Ordine, Fnsi, Inpgi).
 
E) In sintonia con la normativa europea, equiparazione dell’ IVA al 4% tra le testate cartacee e quelle telematiche.
           
ILLUSTRAZIONE:
Sarebbe importante, per equità fiscale, che la vendita di copie e di abbonamenti a giornali e riviste telematiche possa godere dell’IVA agevolata del 4%,, come le testate cartacee.
 
F) Detassazione della pubblicità commerciale sui periodici cartacei, in particolare per la piccola editoria locale e di nicchia, e previsione di agevolazioni per la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista specializzata per gli studenti universitari.
 
ILLUSTRAZIONE:
Potrebbero essere forme di sostegno alla piccola editoria, che non accede al mercato pubblicitario generale, per tematiche di nicchia e per basse tirature.
Prevedere un’agevolazione per la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista specializzata per gli studenti universitari, sarebbe un segnale di attenzione e di aiuto sia per gli universitari sia per le riviste specializzate e di cultura, vanto del nostro Paese.
Tale agevolazione sul prezzo dell’abbonamento potrebbe concretarsi o con un rimborso successivo all’editore o con una detassazione sul reddito delle persone fisiche.